Caro diario… ti racconto del bullismo

Gli studenti della scuola secondaria di primo grado Bertola di Rimini affidano ad un diario immaginario i loro pensieri.

Caro diario,
questa mattina i miei compagni ed io abbiamo presentato ai genitori una recita, che faceva riflettere sul problema del bullismo. È un progetto che si chiama “Non conGelateci il Sorriso” a cui la nostra scuola A. Bertola ha aderito. Siamo in contatto con due gelaterie: il Pellicano a Rimini e Matisse a Viserba. I proprietari di questi due locali hanno voluto partecipare al progetto perché anche in gelateria avvengono atti di bullismo.
Abbiamo rappresentato questo fenomeno con alcune scenette create e ideate da noi. L’impegno è stato duro, ma ce l’abbiamo fatta. Con queste rappresentazioni ci siamo resi conto che il bullismo non serve a nessuno. Ma, allora, perché certi ragazzi fanno cattiverie ad altri indifesi? Molte persone, se assistono a scene del genere, cercano di risolvere il problema con la violenza, ma in questo modo sbagliano. Si deve cercare di far capire che, dando cazzotti, calci e obbligare i più deboli a consegnare soldi o altro, non si risolve niente, ma si favorisce solo loro. Questo laboratorio mi ha fatto capire che con la violenza non si ottiene niente. Mentre imparavo, in questo laboratorio, mi divertivo allo stesso tempo.
Laura A.

Ciao caro diario,
Per me il bullismo è una forma di violenza. Io non sono un bullo e non mi piacerebbe neanche esserlo. Per me i bulli sono solo dei ganzi che scorrazzano in giro vantandosi di loro stessi, credendo che gli altri siano inferiori a loro, ma non sanno che siamo tutti uguali. I bulli non hanno rispetto per gli altri e forse neanche per se stessi, perché comunicano solo con la prepotenza e l’arroganza. Se avessero dei veri amici forse non si comporterebbero così. Queste persone non vanno emarginate, ma vanno aiutati affinché conoscano il valore dell’amicizia. La famiglia, la scuola e gli amici possono aiutare queste persone a cambiare il loro modo di comportarsi e sicuramente sarebbero più felici nel giocare una partita di calcio che usare i calci per fare a botte. Credo che sia importante dare ai bulli la possibilità di cambiare per farli diventare delle brave persone.
Federico L.

Caro diario,
il “bullismo”, parola al giorno d’oggi sulla bocca di tutti è stato il cardine del nostro spettacolo teatrale, un susseguirsi di luoghi e battute per mostrare come tale fenomeno sia giornalmente presente davanti agli occhi di ciascuno di noi. Lo spettacolo è stato emozionante, con la presenza dei genitori orgogliosi e incuriositi del progetto. Il significato è stato ben recepito da tutti ed io in prima persona ho capito che essere bullo non serve a niente e che questo atteggiamento di superiorità verso gli altri in realtà nasconde un’innata incertezza. Questo progetto per me è stato significativo e ho imparato ad essere meno presuntuoso e ad apprezzarmi per quello che sono veramente.
Giovanni DM